Piccola cronistoria delle coppe e degli scudetti contestati

A volte il calcio non si gioca solo sul campo ma nelle aule dei tribunali. E’ quanto accaduto nell’estate 2006, prima dell’eroico mondiale di Germania. Ancora oggi ricordiamo quell’anno come quello della cancellazione di due scudetti alla Juventus: stagione 2004-2005 e 2005-2006, il primo non venne assegnato, il secondo fu dato a tavolino all’Inter (vedi Tronchetti Provera scandalo – lo scudetto Inter, per maggiori info), che arrivò seconda. La Juventus venne retrocessa in serie “B” per la prima volta nella sua storia e perse diversi campioni che preferirono “migrare” piuttosto che giocare nella serie cadetta.

Rimanendo in Italia ma tornando indietro nel tempo, “voliamo” fino agli anni ’80, quando ci fu lo scandalo del calcioscommesse, noto anche come Totonero. Tra le società che furono condannate, il nome più illustre è stato indubbiamente quello del Milan e della Lazio, che vennero retrocesse in serie B. Punti penalizzazione, invece, furono dati a Avellino, Bologna e Perugia. Juventus e Pescara, coinvolti nello scandalo, furono poi assolte. Tanti anche i nomi di presidenti e calciatori, tra cui Colombo (all’epoca presidente del Milan), che venne radiato, oltre che i calciatori Albertosi, Cacciatori e Wilson (radiati), Bruno Giordano (3 anni e 6 mesi) e Paolo Rossi (2 anni).

Il primo scudetto revocato in Italia fu quello del 1927 , ai danni del Torino, per una presunta combine tra il team granata e Allemandi, allora terzino della Juventus, che, si dice, fu pagato 50.000 lire per favorire la vittoria del “toro” nel derby della Mole. Quello scudetto fu perennemente non assegnato, anche se la FIGC promise di riaprire il caso nel 1949, durante i funerali del “Grande Torino”, cosa che non venne mai fatta.

In tema di contestazioni, molto forte fu quella tra Juventus e Inter del 1998. Si giocava il derby d’Italia ed era il 26 aprile. Ronaldo in area bianconera viene “buttato a terra” da Mark Iuliano. Molti dicono che il rigore c’era ma l’arbitro Ceccarini non fischia. Finisce 1-0 per la Juventus, che quell’anno vincerà il campionato con 5 punti sull’Inter seconda in classifica.

Parlando di contestazioni, anche se questa volta da parte dei tifosi, entra in scena la finale di Champions League 2005, tra Liverpool e Milan. I rossoneri erano in vantaggio 3-0 con gol di Maldini e doppietta di Hernan Crespo. Per 6 minuti la difesa del Milan si “spegne” e gli inglesi pareggiano. Un incredibile 3-3 che permette al Liverpool di arrivare ai rigori e vincere con un 6-5 finale. Una partita che porterà, poi, ad un brutto gesto di Paolo Maldini nei confronti dei suoi tifosi. Lo stesso Maldini verrà contestato nella sua partita di addio al calcio giocato.

Il calcio è passione e tutti vogliono vincere, dunque le contestazioni sono naturali e fanno parte del gioco, a patto che si rimanga nell’ambito sportivo e non si sfori mai in illeciti, né si scenda sul piano personale. E’ importante che questi limiti non vengano valicati, perché comunque si tratta di un gioco, nulla di più.

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